Recensione WONDER WOMAN – La guerra e la speranza

(Prima di iniziare la recensione, occorre ricordarvi che ho visto il film in lingua originale).

In una recente intervista presso il Late Night Show di Jimmy Fallon, Gal Gadot ha ammesso che tre anni fa stava pensando di lasciare il mondo della recitazione a causa dei suoi scarsi risultati. Sarebbe stata la chiamata di Zack Snyder per un “misterioso ruolo” a farla desistere; ruolo che si rivelò poi essere quello di Wonder Woman in Batman V Superman.
Probabilmente uno degli aspetti migliori del criticato film, Gadot ha accettato poi di riprendere il ruolo per una pellicola monografica sull’eroina. Mai il caso è stato più generoso: l’attrice israeliana, grazie anche al lavoro di Patty Jenkins, ci ha confezionato quello che sinora è senza dubbio il film più equilibrato del DCEU.

Cresciuta dalle Amazzoni su Themscyra, un paradiso terrestre isolato dal resto del mondo, Diana vuole qualcosa di più dalla sua vita. Sarà l’incontro con un militare americano di nome Steve Trevor a permetterle di vedere il mondo, e di combattere la minaccia della Prima Guerra Mondiale, incarnata dal Dio Ares.

Una delle prime cose che saltano all’occhio, in questo film, è la sua semplicità.
Finalmente allontanatosi da atmosfere cupe e tentativi di cinema intellettualoide a tutti i costi, il DCEU si approccia a Wonder Woman con una storia semplice, mantenendo un ritmo tranquillo che cresce nei momenti giusti. Una pellicola che i prende i suoi tempi, e sceglie di far maturare una ingenua ragazzina nella Donna delle Meraviglie con tranquillità e pacatezza. Forse anche troppo, verrebbe da dire ad un certo punto: il film dura ben 141 minuti, decisamente troppi. Avrebbe sicuramente giovato una riduzione neanche troppo drastica delle scene.
Non per questo, però, si può penalizzare troppo il lavoro della Jenkins, la quale dimostra di non essere una mestierante messa lì per caso.

La regista di Monsternonostante non abbia diretto un film in quattordici anni, dimostra ancora di saperci fare, regalandoci scene d’azione che si rifanno allo stile di Zack Snyder, ma senza strafare. Numerosi i rimandi a 300, dello stesso regista. Alcune sequenze sono altamente spettacolari, e il tema di Wonder Woman, Is she with you?, garantisce un’immersione nella scena davvero unica. Un peccato che il resto della colonna sonora, di Rupert Gregson-Williams, non sia dello stesso livello. Nonostante non sia certamente mediocre, molte tracce appaiono spesso posizionate nei punti sbagliati.
Matthew Jensen fornisce poi una fotografia scura ma non eccessivamente cupa, comunque adatta al tema, prendendosi qualche libertà e senza snaturare la sostanziale leggerezza del film.

Gal Gadot regala una prestazione sontuosa, facilitata dall’ottima scrittura del suo personaggio da parte di Geoff Johns e Allan Heinberg, sceneggiatori della pellicola. La sua Diana Prince è una donna inizialmente ingenua ma coraggiosa, decisa a portare il suo messaggio di pace in un mondo che non conosce, e che forse non la merita. Il suo incontro con Steve Trevor, interpretato da un buon Chris Pine, con cui esibisce grande alchimia, le permetterà di affacciarsi in una dimensione in cui il malvagio Ares, di cui le è stato raccontato dalla madre Hippolyta (Connie Nielsen), ha realizzato il suo sogno di distruzione. Molto brava anche Robin Wright nel ruolo di Antiope, l’istruttrice di Diana, mentre David Thewlis non è al suo meglio: l’ex Remus Lupin non eccelle come nella saga di Harry Potter, pur regalandoci un personaggio da ricordare nel DCEU.

Nonostante molti abbiano paragonato questo film a Capitan America – Il Primo Vendicatore, è da sottolineare come, in questo caso, l’ambientazione abbia un valore decisamente più importante. Il ruolo della guerra, nella maturazione di Wonder Woman, si rivela fondamentale: personaggi come il Generale Lunendorff (Danny Huston) e la Dottoressa Poison (Elena Anaya) rappresentano i suoi orrori e gli effetti che essi hanno sulle persone, sia fisicamente che mentalmente. Nonostante ciò, i due antagonisti rischiano di risultare stereotipati, e la recitazione in particolare di Huston (il cui accento tedesco lo rende incomprensibile) è da condannare.
Dall’altra parte, però, abbiamo la speranza, rappresentata dalla stessa Diana: la speranza di poter porre fine alle guerre, ai conflitti, e portare il messaggio di pace che il personaggio ha sempre incarnato nei suoi più di 75 anni di storia.

Wonder Woman non è senza dubbio un film esente da difetti, ma è equilibrato e rispetta il personaggio. Ha un messaggio da dare, e non tenta di snaturarsi con cupezza e oscurità a tutti i costi per valorizzarlo, anche grazie ad un po’ di naturale umorismo. Un film senza dubbio consigliato per essere guardato al cinema e godersi le meravigliose scene d’azione e combattimento.

Voto finale: 7/10

Naturalmente dopo che avrete visto attendo i vostri commenti qui in calce alla recensione!

E ricordatevi che ogni condivisione è sempre gradita!

Altri articoli del nostro blog

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.