Di “Messaggi alla nazione”, sindacati indignati e…

10 Agosto 2018, Marco M. Lupoi (responsabile delle testate Marvel pubblicate in Italia da Panini Comics, per chi non lo sapesse) lancia un “Messaggio alla nazione“, un articolo sul sito Panini (qui il link) nel quale spiega i cambiamenti che da Settembre e nei mesi a venire coinvolgeranno il parco testate Marvel.

Riadeguamento dei prezzi di copertina, cambi di formati e periodicità e (rullo di tamburi) distribuzione delle testate. Tutto lecito e normale, soprattutto considerando che:

– Panini ha ogni diritto di farlo
– Non viene escluso nessuno dalla distribuzione (a parte due titoli, che a parere mio erano quelli che meno performavano in edicola e di conseguenza generavano più resi)

Apriti cielo! Per queste dichiarazioni il sindacato degli edicolanti se ne risente a morte e dirama un comunicato (in calce all’articolo in forma integrale, qui il link del PDF) a metà tra la dimostrazione di scarsa conoscenza del mondo del fumetto e l’intimidazione.

Già, perché come ha fatto notare BENISSIMO Francesco Settembre sul suo blog (a voi la lettura)  quello che il sindacato degli edicolanti definisce “…l’editoriale intitolato con molta modestia “Messaggio alla nazione”…” altro non è che un richiamo nostalgico ai tempi che furono…

Il “Messaggio alla Nazione” non è questione di modestia o meno: è una citazione degli editoriali che faceva la Corno negli anni settanta, appunto intitolati in questo modo, e assolutamente in linea – se vogliamo – con le tirature dell’epoca.Francesco Settembre

Ma non solo, il comunicato si dimostra anche velatamente intimidatorio nei confronti di Panini quando dice “Per quello che ci riguarda, schifati da un atteggiamento come quello che avete assunto, inviteremo, sin da subito, tutti gli edicolanti a favorire le vostre scelte consigliando ai clienti che richiederanno i vostri prodotti di rivolgersi presso una delle sempre più numerose fumetterie. Ci auguriamo solo che qualcuno, tra quelli di voi che assumono decisioni quali quelle annunciate, abbia ancora un pizzico di grano salis e umiltà e possa rivedere la scelta fatta chiedendo scusa a tutti gli edicolanti italiani“. Come se la scelta di Panini di togliere 2 testate DUE dalle edicole (dove ripeto è una mia pura congettura) che probabilmente avevano più resi che copie vendute, non fosse un loro diritto.

Ma tutto questo è già stato ampiamente trattato e spiegato nell’articolo di Franceso sopra citato, quindi che motivo ha di esistere questo? Perché a mio avviso bisogno focalizzare bene il problema. Sono nate molte polemiche nei gruppi facebook di appassionati, dove lamentavano che questa cosa complicava non poco l’acquisto dei fumetti da parte loro.

Ma davvero? Nel 2018 ci si deve lamentare perché i fumetti (spillati eh perché i brossurati ed i cartonati in edicola non ci vanno) si faticano a trovare in edicola?

Partiamo dal presupposto che ognuno compra dove è più comodo e dove trova più conveniente. Ma il posto giusto per i fumetti è l’edicola? Dove (nella maggior parte dei casi) sono trattati alla stregua di qualsiasi altra pubblicazione dozzinale, i “giornaletti” di sicuro non sono trattati con rispetto e cura…come la foto qui sotto dimostra AMPIAMENTE.

Tipico esempio della cura con cui le edicole trattano i fumetti.

Senza considerare che in edicola COMUNQUE i brossurati ed i cartonati non si trovano (già detto vero? Male non fa ricordarlo!), come non hanno gli arretrati…

La soluzione?

Le fumetterie, e se non se ne hanno di vicine ci si può rivolgere tranquillamente a quelle che offrono un servizio di abbonamento a distanza!

Le fumetterie offrono inoltre una serie di servizi che le edicole e le grandi catene NON HANNO, NON SAPREBBERO GESTIRE e NON HANNO ALCUNA INTENZIONE DI INSERIRE. Servizi come le prenotazioni da Anteprima o Mega, le caselle di abbonamento, gli arretrati…e poi la competenza! Chi gestisce una fumetteria, o chi ci lavora, è prima un appassionato (logicamente non di tutto, ognuno ha i suoi gusti) ed un lettore e poi di conseguenza un venditore.

In oltre le fumetterie sono, di solito, luoghi in cui incontrare altri appassionati, dove scambiare opinioni e dove coltivare nuove amicizie…

Ed ancora le fumetterie hanno un sistema di fidelizzazione che le edicole non hanno. Perciò ripeto la domanda.

Ma nel 2018 è veramente un problema se ALCUNI spillati non si trovano in edicola?

Onestamente per come vedo esposti e per come sono “maltrattati” (riguardatevi la foto qui sopra) i fumetti trovo che la scelta sia stata ancora troppo blanda.

Liberissimi di dire la vostra nei commenti!

——– Comunicato del sindacato degli edicolanti ——–

Abbiamo avuto la pessima idea di leggere l’editoriale intitolato con molta modestia “Messaggio alla nazione” nel quale tra altro, si motiva la scelta di abbandonare il canale edicola in favore delle fumetterie in quanto “ogni mese chiudono delle edicole ed il numero si riduce sempre più”.
La prima immagine che ci è balenata per la mente è quella dei topi che scappano da una nave che affonda. Ma una più attenta riflessione ha cancellato quella prima immagine.
Le edicole non sono una nave che affonda ma una struttura economica solida e con un futuro, per quanto in crisi come tutto il sistema editoriale.
Una struttura economica che, sin dal lontano aprile 1970 e passando dal rilancio del 1994, ha contribuito non poco a far crescere la vostra azienda fino a farla diventare il grande gruppo che è oggi.

Sempre una più attenta riflessione ci porta anche all’amara considerazione di come questo grande gruppo sia del tutto privo di quel senso industriale ed etico che ha contraddistinto gli imprenditori del passato, quelli veri.
Per quello che ci riguarda, schifati da un atteggiamento come quello che avete assunto, inviteremo, sin da subito, tutti gli edicolanti a favorire le vostre scelte consigliando ai clienti che richiederanno i vostri prodotti di rivolgersi presso una delle sempre più numerose fumetterie. Ci auguriamo solo che qualcuno, tra quelli di voi che assumono decisioni quali quelle annunciate, abbia ancora un pizzico di grano salis e umiltà e possa rivedere la scelta fatta chiedendo scusa a tutti gli edicolanti italiani, oltre a ringraziarli per quello che hanno fatto in tutti questi anni, anche se, personalmente, non credo abbiate il coraggio e la forza morale di farlo.

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