Le fiere del fumetto: regole e regolamenti.

Facciamo tre inutili ma doverose precisazioni.

  1. Quando si decide di andare in una fiera (da visitatori o da venditori che sia) se ne accettano le regole che vengono riportate nei vari regolamenti, se non stanno bene NON CI SI VA. Semplice e basilare.
  2. Le regole servono e sono giuste, vanno rispettate anche quando sono o possono sembrarci stupide. Se non ci stanno bene non siamo obbligati ad andarci.
  3. Esistono regole non scritte quali l’educazione ed il rispetto.

Bon scoperta l’acqua calda con queste premesse possiamo iniziare con il discorso sui regolamenti delle fiere.

Ogni fiera, piccola o grande che sia stila un suo regolamento atto a tutelarsi (innanzitutto) e a fornire delle linee guida che tutelino tutti, visitatori o lavoratori che siano. Che poi vengano rispettate o fatte rispettare, e che siano di buon senso o meno è tutt’altro discorso.

Iniziamo considerando alcune regole poste a tutela del pubblico, o per lo meno che danno l’idea di essere messe a tutela del pubblico ma che sono una discreta paraculata.

…è fatto divieto l’ingresso con armi vere quali: pistole, fucili,spade…

…le armi da taglio non devono essere in metallo e comunque non devono essere affilate…

Giusto eh! Ci mancherebbe altro, la sicurezza è importante…bravi, bene! Poi però dentro ci sono stand che vendono riproduzioni fedeli di spade e pugnali in metallo, talvolta alcune anche appuntite, per carità non hanno il filo tagliente ma se prendi una spada in metallo da 1 metro e mezzo e la usi a modino fa danni uguale anche se non è affilata.

Perciò che senso ha vietare ad un cosplayer di entrare con un pezzo del suo cosplay perché ritenuto pericoloso per poi permetterne la vendita dentro?

Sempre restando in materia di sicurezza…

…l’utilizzo di maschere o qualsiasi altro oggetto atto ad occultare la riconoscibilità è vietato nel tragitto dal parcheggio (compreso) sino a dopo l’ingresso della fiera…

…all’interno qualcuno potrebbe richiedere di rimuoverlo per effettuare un controllo…

Dai su questa ci siamo, visti tutti i casini che sono successi in giro tra attentati riusciti o meno un pelo più di tutela ci sta! Certo se il biglietto fosse nominale ed all’ingresso si effettuasse una verifica dello stesso con un documento di identità sarebbe decisamente meglio…

Senza parlare di alcuni sistemi cervellotici che offrono alcuni organizzatori per avere i biglietti in prevendita a prezzi scontati, salvo poi rendere l’evento ad ingresso gratuito l’ultimo giorno visto la scarsa affluenza…fidatevi VISTO SUCCEDERE DI PERSONA!

Ma i regolamenti fantastici ci sono anche per chi vuol partecipare come espositore…una delle regole che personalmente trovo più assurda e ridicola è quella che bene o male TUTTI gli organizzatori inseriscono e che più o meno suona così

…si richiede la presentazione di dichiarazione autografa sui prodotti messi in esposizione in merito ad originalità e provenienza lecita

Già perché se uno vende tarocconi o merce rubata leggendo questa regola dice “Ah no, cazzo allora non posso farla sta fiera!“…sì certo come no! Ma soprattutto basta farsi un giro per una qualsiasi fiera per vedere quanto questa regola sia inutile. Se considerate che quasi mai, oltre all’aver firmato il  contratto con tanto di questa richiesta, ci sia stata chiesta questa fantomatica dichiarazione autografa capirete bene da soli quanto sia una regola inutile.

Ma andiamo oltre…gli orari e le regole a loro dedicati!

Ogni fiera ha i suoi orari per montaggio e smontaggio, quelli di apertura al pubblico e quelli per permettere agli espositori di finire di sistemare prima dell’apertura. Se una fiera termina (come orario di visita per il pubblico) alle 19, può capitare spesso che uno o più espositori incomincino a riporre la merce negli scatoloni e prepararsi per caricare anche prima dell’orario di chiusura ufficiale. Può sembrare brutto da vedere ma a volte dopo un fiera poco soddisfacente oppure una dove si ha molto materiale o addirittura dove si deve fare molta strada per rientrare a casa è una scelta che va capita…entro certi limiti però! Se una fiera termina alle 19 non è possibile vedere gente che alle 15 ha già inscatolato tutto e se ne va. Non è giusto verso il pubblico e non è giusto nei confronti degli altri espositori in quanto le persone entrando e vedendo molti banchi vuoti la volta dopo potrebbero decidere di non tornare…

A me personalmente è capitato a MILANO (non certo in una piccola fiera esordiente) di vedere gente che il sabato alle 16:30 aveva coperto il banco e se ne era andata via, dopo che la fiera aveva aperto alle 12 e sarebbe dovuta chiudere alle 20. Senza che gli organizzatori dicessero nulla. Già, tanto una volta che un espositore ha pagato, il più delle volte agli organizzatori non importa molto del resto…quel sabato, per la cronaca, la fiera chiuse di fatto alle 19 in quanto alle 18, causa vuoto pneumatico, un buon 80% degli stand aveva chiuso (sotto gli occhi dell’organizzazione che non mosse un dito visto che già non aveva detto nulla a chi lo fece prima…almeno sono stati coerenti) e gli ultimi stoici dovettero cedere più per disperazione che altro.

INVITA TU CHE NON LO FACCIO IO

Una delle ultime PESSIME tendenze che si sta notando nell’organizzazione delle fiere è la mancanza di pubblicità, convinti che un semplice evento su Facebook (per carità anche sponsorizzato eh) possa essere sufficiente, poi però ti capitano in mano regolamenti di fiere che ti vengono proposte e leggi

…per partecipare è necessario creare un evento facebook nel quale invitare i propri amici…

Ok, va bene che se partecipo ad una fiera mi fa comodo della pubblicità extra, e far sapere a clienti ed amici di quella zona che mi trovo li per una fiera con un evento ad hoc con il mio marchio messo in vista con il nome della fiera può essere una buona cosa…ma

  1. deve essere una mia libera scelta se farlo o meno, anche perché a volte per X motivi non c’è il tempo per farlo
  2. deve essere un di più e non la base del marketing della fiera
  3. lo spazio che pago per esporre è comprensivo ANCHE della pubblicità che la fiera dovrebbe fare per far sapere a tutti che in quei giorni c’è in quel luogo li un evento legato ai fumetti
  4. io porto la mia merce (e scusatemi la modestia ma è anche bella), la mia esperienza, la mia disponibilità e la mia professionalità, tu che organizzi oltre a trovare la location, affittare i tavoli e le sedie, l’eventuale palco per i cosplayer e l’animazione ma anche DEVI OCCUPARTI della pubblicità e non demandarla agli espositori.

Come? Ho detto tante volte cosplayer? Ok parliamo anche di loro! E qui caro amico/a che stai leggendo ti chiedo di prestare la massima attenzione. Partiamo con l’ennesima doverosa inutile premessa onde evitare di ricevere feroci critiche da persone che hanno difficoltà nella comprensione del testo.

  1. nutro un sentito e profondo rispetto per i cosplayer
  2. ho diversi cari amici che sono cosplayer
  3. non giudico le persone per il cosplay che portano ma per come si comportano
  4. se quello ce leggerai da qui in poi ti fa incavolare sentiti pure libero/a di rispondere commentando

Ok, ci siamo? Perfetto.

I cosplayer quando vanno ad una fiera del fumetto…ECCO BASTA FERMIAMOCI SUBITO QUI E RILEGGIAMOLO ASSIEME, “i cosplayer quando vanno ad una fiera del fumetto“…serve che spieghi la cosa? Facciamo finta di sì.

Le fiere sono FIERE DEL FUMETTO, non fiere del cosplay! All’interno degli spazi adibiti della fiera c’è sicuramente e GIUSTAMENTE lo spazio dedicato ai cosplayer che però NON SI TRATTA DI TUTTA LA FIERA. Nessuno vuole o pretende che i cosplayer siano segregati in luoghi lontani dalla mostra/mercato che si tiene all’interno della fiera stessa, vederli girare per stand e banchi mfa piacere. Personalmente mi fa piacere quando loro vengono fermati e ricevono complimenti per i loro costumi e le loro interpretazioni, mi fa piacer vedere i bimbi gioire ed emozionarsi per aver incontrato uno dei loro personaggi preferiti. Mi farebbe ancora più piacere però se i cosplayer si ricordassero che loro NON sono l’attrazione UNICA ed ESCLUSIVA della fiera.

Ragazzi/e quando girate per i corridoi di una fiera tra banchi e stand ci sta fermarsi per una foto, ma piantarsi in mezzo una corsia davanti a degli spazi commerciali ed elargire set fotografici a profusione…sia chiaro nessuno vi vuol mandar via, ma nel momento in cui vi si dice “Scusa potresti spostarti un po’ più in la che c’è spazio libero?” sarebbe bello se evitaste di rispondere piccati. Negli anni la raccolta delle risposte ricevute è variegata, a volte addirittura già solo allo “Scusa…” interrompono dicendo “No scusami tu, hai perfettamente ragione mi sposto subito!”, eccone un campionario:

  1. oh che palle, mica è colpa mia se mi chiedono le foto
  2. la gente viene alle fiere per noi
  3. io ho pagato il biglietto e mi fermo dove voglio a fare le foto
  4. per carità, hai ragione scusa
  5. a me non me ne frega se devi vendere io vengo per divertirmi e loro come me, se non ti piace puoi anche startene a casa*

*e qui si ritorna al discorso “fiere del fumetto” e non fiere del cosplay.

Ora tralasciando il fatto che andare in una fiera del fumetto pagando il biglietto non da alcun diritto di fare quello che si vuole a NESSUNO, sarebbe il caso che ALCUNI cosplayer scendessero dal piedistallo (che per inciso si sono messi sotto i piedi da soli) e si ricordassero che per quanto il costume sia bello, la somiglianza si stupefacente e l’interpretazione rasenti la perfezione NON SONO I PERSONAGGI CHE INTERPRETANO. Il giorno successivo, dismessi i panni del personaggio torneranno alla loro vita normale, perciò…godetevi la notorietà, divertitevi con gli amici ma non montatevi la testa. Abbiate rispetto per chi in fiera ci va a lavorare e paga DECISAMENTE di più del prezzo di un semplice biglietto come fate voi. Vi chiedono una foto? La fate, ma non piantatevi davanti agli stand, ma soprattutto se ve lo fanno notare spostatevi. Anche perché (e qui prego tutte le ragazze di fare un profondo respiro e riflettere su cosa scrivo prima di bollarmi con un “Ecco il solito maschilista”) le lamentele di ragazze e ragazzi che portano i loro cosplay (eh no il cartello FREE HUGS non è un cosplay) sulla mancanza di rispetto nei loro confronti c’è sempre al termine di una fiera. I ragazzi tendenzialmente si lamentano di aver subito danni al cosplay mentre le ragazze di essere state apostrofate o addirittura palpeggiate.

LUNGI DA ME DIFENDERE CHIUNQUE FACCIA COSE DEL GENERE, ma a volte si vedono certi cosplay che non hanno nessun senso se non il mettersi in mostra. Libere di farlo sia chiaro e nessuno si deve sentir in diritto di importunarvi, ma almeno abbiate la decenza di non lamentarvi (come spesso sento fare “quello continuava a guardarmi il culo/le tette“) quando prendete e stravolgete un personaggio oppure portate un personaggio che indossa un francobollo come costume. Nessuno deve sentirsi in diritto di inveirvi contro o insultarvi ma non fate finta di non sapere che FORSE un po’ avete esagerato anche voi. Pretendete il rispetto giustamente, non mancatevi voi stesse di rispetto con interpretazioni al limite del volgare (mi hanno raccontato di una Lamù ad un Lucca Comics di qualche anno fa che fece uno spettacolino abbastanza sopra le righe)…

Altri articoli del nostro blog

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.